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Settembre 2015

Volando sulle Onde della Vita – il valore oltre il progetto di comunicazione

Sottotitolo non presente

1 nuotatrice testarda.
20 eventi di cui tenere traccia.
Circa 100 km a nuoto.
Un numero imprecisato di mail mandate e ricevute.
1 budget pressoché nullo.
12 le digitopunture quotidiane.
Un numero incalcolabile di bracciate in mare o in lago.
Numeri insoliti per un progetto straOrdinario.
Oggi vi raccontiamo di Monica Priore e del suo progetto Volando sulle Onde della Vita.
Monica Priore è una nuotatrice diabetica, insulino dipendente che fa cose straordinarie. Come attraversare lo stretto di Messina a nuoto con delle condizioni meteo-marine a dir poco scoraggianti, per dire. Monica ci ha trovato, o forse noi abbiamo trovato lei, quando, più di un anno fa, durante un pranzo casalingo, ci ha fatto innamorare della sua voglia di vivere.
Ci siamo ritrovate a pensare con lei come dare forma al suo sogno: 20 tappe in camper, una per regione, in cui fare una nuotata simbolica in mare/lago/pozzanghera di 3km per urlare a tutti che il diabete non è invalidante, che si può vivere una vita straordinariamente normale e che non bisogna assolutamente permettere alla malattia di comandare la nostra vita o limitarci nei nostri sogni.
Questo è quello che avremmo potuto definire come concept di comunicazione. Restava “solo” da stabilire la strategia e impostare l’operatività.
Inoltre, fresco fresco di pubblicazione, stava iniziando a girare tra eventi e comparsate in tv Il mio mare ha l’acqua dolce, il libro in cui Monica racconta la sua vita da quando ha scoperto di avere il Diabete Mellito di Tipo 1 all’età di 5 anni.
Avremmo voluto seguire fisicamente Monica durante tutto il tour ma ci siamo dovute accontentare di farlo virtualmente.
Abbiamo raccolto tutto il sogno in un sito e attraverso i social abbiamo coinvolto, parlato, sorriso con le persone che hanno trovato la forza di combattere il diabete grazie alla brindisina un po’ ribelle. Abbiamo pensato al coordinamento di sponsor e patrocini e supportato la diffusione delle informazioni alle redazioni che hanno scritto di lei e poi ci siamo dedicate al supporto morale.
Ricordiamo le telefonate lunghissime all’uscita dall’ufficio, le peripezie per trovare un fotografo, il corso di video Home Made sul divano di casa in attesa della conferenza stampa toscana. Un’avventura che abbiamo scelto, voluto e combattuto con l’entusiasmo e la passione di sempre e con un po’ di cuore in più.
Un tour serrato nel periodo estivo concentrato tra luglio e agosto, associazioni diabetiche da contattare su tutto il territorio nazionale, patrocini da richiedere e sponsor da trovare.
Per veicolare il progetto abbiamo sfruttato due canali in particolare: la pagina Facebook che è passata da poco meno di 700 like a più di 2000 nel giro di pochi mesi grazie anche al lancio del nuovo sito volandosulleonde.it interamente dedicato al tour che ha raccolto tutte le informazioni logistiche sulle tappe ma anche e sopratutto, che dava spazio ai pensieri di Monica.
Un blog autobiografico scritto in autonomia durante tutto il tour che si è affiancato ad approfondimenti tematici: alimentazione, sport, genere, infanzia e ovviamente diabete.
 
Ogni sogno appassionato ha bisogno di un controllo analitico per riportarci con i piedi per terra. Quindi report sui dati, numeri e statistiche per monitorare tutto e per darci la giusta misura. Pronti, attenti, via e siamo partiti.
Mesi impegnativi e stressanti soprattutto per la nostra cocciuta nuotatrice che ha imposto una marcia serrata di scadenze e appuntamenti. I risultati le hanno dato ragione: 20.000 visualizzazioni di pagina da giugno a settembre, 8.000 utenti10.000 sessioni, più di 100 articoli usciti tra giornali locali, riviste e post online, 15 conferenze stampa locali e 1 nazionale.
I patrocini sono arrivati: tanti e accorati.  Primi fra tutti quello di Assonautica, della CRI (Croce Rossa Italiana), del Coni e della FIN (Federazione Italiana Nuoto).
In tutto questo Monica ha nuotato, ha sorriso, ha pianto, si è arrabbiata per poi rasserenarsi nuovamente, ha abbracciato migliaia di persone, ha condiviso con noi ansie e paure ma ha sempre tenuto, in tutto questo, il pensiero fisso all’obiettivo: dimostrare al mondo, che la volontà può avere la meglio su tutto.
Noi ci abbiamo creduto con lei e oggi siamo fiere di potervelo raccontare.

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