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Dicembre 2017

Natale e newsletter di auguri, che passione!

newsletter di Natale, auguri sinceri

In questi giorni ho letto tantissimi articoli divertenti sul Natale. Diciamocelo, come ogni evento mainstream che si rispetti esiste un mondo parallelo blasfemo e dissacratore che piace un parecchio. Fa parte di quell’ironia un po’ bieca alla Stewie Griffin che non è (sempre) così spinta come le Cavalcate di Seth MacFarlane ma non è certo Peppa Pig, ecco.
Anche il Natale, quindi, ha i suoi detrattori che vengono però mitigati da quest’aria di bonarietà e buonismo che invade gli uffici e che, alla fine, contagia anche il più restio strappandogli un sorriso davanti a dei pasticcini e un prosecchino.
Gli articoli più divertenti sul tema in voga in questo periodo riguardano i regali dell’ultimo minuto o, meglio ancora, le classifiche di quelli più brutti di sempre. In ogni caso il primo premio per la genialità lo vince il progetto “Masterclass in apertura di regali di merda” un corso di recitazione per affrontare l’apertura dei regali e sopravvivere alle feste. Guardatevelo, merita.
E cosa dire delle newsletter di auguri?!? Ne vogliamo parlare? Sì, ovviamente.
Ne abbiamo ricevute alcune a dir poco agghiaccianti. Le discriminanti sono, nell’ordine:
– le immagini/la grafica
– il contenuto
– le rifiniture.
So cosa state pensando: ma il king non era il content? Sì, ma trattandosi di una cartolina natalizia vorrai renderla impattante e accattivante con immagini e colori giusti o no? Poi è chiaro che se è esteticamente tutto molto figo ma il testo fa pena si va poco lontano. Proprio mezz’ora fa ho ricevuto una newsletter di auguri in cui la grafica era molto discutibile ma c’era margine di miglioramento. La cosa che però ha dato il colpo di grazia è stato appunto il testo: le prime parole scritte (piccolissime e allineate a sinistra con un vuoto cosmico sul lato destro) erano
“Anno 2018, il nostro obiettivo: attuare nelle aziende processi di tutela…”
Spersonalizzazione: lo stai facendo nel modo giusto.
Quindi, prima di tutto l’impatto visivo poi i testi. Di fatto quello che ogni anno cerchiamo di scrivere in modo differente e originale è sempre quello: buon Natale o buone feste, non si scappa. E’ del tutto inutile rivogare la mission aziendale o qualche promessa seriosa sulla sicurezza assicurativa o informatica.
Questo tripudio di errori grossolani è stato coronato dal fatto che la mail era indirizzata a “Cliente”.
Le rifiniture, appunto.
Aldilà del gusto grafico, aldilà delle scelta del servizio di newsletter (Mail-cimp/up/poet/ecc.) a nostro avviso, in questi frangenti la semplicità paga sopra ogni cosa.
Con questo post vi salutiamo e vi auguriamo buone feste, noi ci fermiamo fin dopo Befana.
Auguri e tante care cose a tutti quanti!

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