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Dicembre 2015

Cosa succede quando la Copy fugge a Londra? 

Niente, in realtà. Le cose vanno avanti tutte come previsto... o quasi

Niente, in realtà. Le cose vanno avanti (più o meno) tutte come previsto:
programmi post che usciranno nell’assenza,
pensi a tutte le cose di cui potrebbero aver bisogno le altre Mentine (gli uomini sono ancora in nettissima minoranza per essere presi seriamente in considerazione),
ricordi a Miranda che non era uno scherzo e che a Londra ci andrai davvero,
e ricordi a tutti che in quei tre giorni potresti non essere prontissima nel risolvere eventuali problemi,
metti in conto che qualcosa te lo sarai perso di sicuro per cui check-in e via, si parte.
Al di là del bagno di stimoli che inevitabilmente si riceveranno confrontandosi con parenti e amici che hanno scelto la bella Londra per lavorare e viverci, è stato piacevolmente impegnativo e istruttivo dover preparare con largo anticipo tutta una serie di contenuti che sarebbero stati pubblicati da altri (Chi ha spostato il mio formaggio!?*).
Lo è stato perché grazie alla necessità di anticipare i tempi ho avuto modo di rientrare in carreggiata facendo un bel ripasso di quello che non deve mai mancare nel mio lavoro: ritmo, strategia, cura, tempo.
Il ritmo. Nella corsa si misura in minuti al chilometro e in parte anche nello scrivere è un discorso di quantità: quanti contenuti riesci a scrivere facendo la funambola tra mail, emergenze e ovviamente ricorrenze e attualità? Tic tac tic tac è come farsi dare il tempo da un metronomo in autogestione! Mantenere il passo è fondamentale.
La strategia. E’ il filo di Arianna che ti permette di non perderti o soccombere nel momento in cui devi scrivere in parallelo contenuti per progetti totalmente differenti. La strategia riguarda poi più da vicino il piano editoriale e il percorso narrativo che abbiamo deciso di seguire a seconda del progetto di comunicazione nel suo complesso.
La cura. Non è riferito solo alla scelta delle parole ma anche a come le presentiamo: l’occhio vuole la sua parte e un testo ben editato non piace solo a Google per un discorso SEO, anzi. Un testo ben editato è essenziale in un mondo in cui non legge più nessuno e permette, a quei pochi che vanno oltre la decima riga, di sentire lo sguardo leggero che scivola tra le parole come l’acqua sulla pietra liscia.
Il tempo. Per scrivere ci vuole tempo. Oltre a a quello relativo alle 3 cose sopra citate, è necessario del tempo per leggere, ma viene da sé. Poi il tempo serve per pensare a cosa scrivere, serve tempo per scriverlo e tempo per rileggerlo, più volte.
Sì ma Londra?
A Londra la copy ci è andata davvero e ha speso cifre improbabili per calzini multicolor e sciarpe enormi, ha mangiato e bevuto schifezze di qualsiasi tipo, colore e nazionalità, ha fatto una corsetta tra Covent Garden e Regents Park (giusto per avere la prova su Garmin Connect) ma soprattutto ha respirato a pieni polmoni l’ariosa e ordinata frenesia londinese riportando indietro quel pizzicorio di smania che servirà per il prossimo progetto Mentarossa.
*se hai colto la citazione vieni a lavorare con noi ❤️

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