Scroll TOP

Gennaio 2016

Alla ricerca dei mandarini: riunioni “aziendali” che fanno bene

Quando facciamo le riunioni ci sono sempre i cesti di frutta...

Diventare bravi nella propria professione non è una cosa da poco. Ci vogliono impegno, stimoli, critiche, pazienza, ancora pazienza e ancora critiche.
Diventare bravi e crescere nella propria professione insieme agli altri è ancora più complesso. Perché è vero che si sommano le competenze e gli stimoli ma se non stiamo attenti lo fanno anche gli errori e le dinamiche sbagliate.
Dinamiche che sono inevitabili. Siamo persone di ciccia e il lato umano ha un suo peso che necessita di essere preso seriamente in considerazione: il nostro è un lavoro che, molto più di altri, se non ti piace si vede e anche tanto.
Per questo è importante mettere in calendario dei momenti di “ripasso”, dei check point in cui si rivedono i tempi, i flussi di lavoro, le cose che stanno funzionando e quelle che invece creano problemi. Ci si confronta, si discute animatamente, ci si aggiorna su quello che stanno facendo i colleghi, si negoziano nuovi processi e modi di portare avanti il lavoro, si trovano dei compromessi. Insomma si cresce, e non solo professionalmente.
Noi stiamo prendendo il vizio di fermarci una volta ogni due settimane: ci facciamo portare qualcosa per pranzo, ci barrichiamo in sala riunioni armate (sì, continuiamo ad essere praticamente tutte donne quindi non si discute sulla declinazione di genere) di fogli A3 e pennarelli e facciamo il punto su tutto: ci chiediamo e ci raccontiamo a vicenda aspetti dello stesso progetto su cui non siamo aggiornate e ognuno espone l’andamento degli obiettivi che si è dato.
Darsi degli obiettivi è il primo passo per progredire nel proprio lavoro e per mantenere alto il livello di stimoli. Obiettivi che devono essere inderogabilmente misurabili altrimenti si rimane nell’ambito del condizionale e dei desideri. Inoltre è di grande aiuto sapere quali sono gli obiettivi degli altri.
Punto primo perché come già detto non si lavora con i paraocchi o per compartimenti stagni. E’ necessario avere il cervello sempre acceso e pronto a cogliere e collegare insieme tutti gli aspetti di uno stesso progetto.
Punto secondo perché sapere che la Deni va in cerca di mandarini, che nella fattispecie potrebbe essere il voler abbassare la frequenza di rimbalzo di un certo sito (quando facciamo le riunioni ci sono sempre i cesti di frutta quindi gli esempi di questo tipo ci vengono di continuo), mi permette di poterla aiutare nel momento in cui per sbaglio trovo un mandarino nel percorso per raggiungere il mio obiettivo, che nella fattispecie potrebbe essere un articolo interessante sull’argomento.
Questi momenti sono fondamentali come una schizzata d’olio nei vari ingranaggi di uno stesso marchingegno: fanno bene al lavoro di ognuno, fanno bene allo spirito e fanno bene a Mentarossa.

TORNA INDIETRO